C'è un tipo di architettura che dialoga col suo contesto prima ancora di esser realizzata. Lo fa attraverso le scelte che ispirano i suoi stessi progettisti: cosa conservare e cosa lasciare andare, quali valori porre alla base (letteralmente) prima ancora di usare calcestruzzo. Il Polo dell'Infanzia "Rodari" di Trinitapoli, nella provincia di Barletta-Andria-Trani, è uno di queste.
Quando il Comune di Trinitapoli ha affidato il progetto di riqualificazione dell'edificio scolastico al nostro team di professionisti, la sfida era chiara e complessa al tempo stesso: intervenire su una struttura esistente, inadeguata dal punto di vista sismico, e trasformarla in un edificio nuovo e adatto alle nuove esigenze della didattica contemporanea.
La domanda che ci siamo posti è stata semplice e chiara: può essere salvato, in qualche modo, l’esistente? La risposta, dopo un'attenta analisi costi-benefici e una dettagliata valutazione della vulnerabilità sismica del manufatto esistente, non ha lasciato dubbi. Il consolidamento strutturale risultava tecnicamente possibile ma economicamente e funzionalmente svantaggioso rispetto a una demolizione e ricostruzione integrale. Un edificio scolastico che ospita bambini tra i 3 mesi e i 6 anni di età, di fatto, non ammette compromessi in materia di sicurezza.
La nuova struttura, con i suoi 1.400 metri quadrati di struttura coperta, inserita in un'area di circa 3.100 metri quadrati, è stata dunque progettata con i migliori standard antisismici, adeguata alle norme antincendio, priva di qualsiasi barriera architettonica e capace di rispondere alle esigenze funzionali moderne.
Un progetto come manifesto pedagogico
Il nostro nuovo “ Polo Rodari" abbraccia il senso del DL n. 65 del 2017 (che introduce i “Poli per l’infanzia”) con coerenza e cura: due sezioni per lattanti e divezzi (3-36 mesi), quattro sezioni per la scuola dell'infanzia, spazi comuni, cucina, mensa, area amministrativa.
I corridoi, quei “non-luoghi” dell'architettura scolastica tradizionale, si trasformano. Ogni spazio distributivo dell'edificio diventa un luogo vivibile, strumento d’interazione, parte integrante dell'esperienza scolastica. Le pareti mobili e le zone filtro consentono di modulare gli ambienti a seconda delle esigenze del momento. La compartimentazione degli spazi garantisce alla mensa di funzionare in autonomia rispetto alle aule e libera le uscite di sicurezza da possibili sovrapposizioni o impedimenti.
"Le fasce": quando un'idea urbana diventa un'idea umana
L'intera area è stata suddivisa planimetricamente in fasce parallele, ognuna con una funzione precisa: la fascia del verde, quella delle attività all'aperto, delle attività in classe e delle attività comuni. Le fasce vengono poi tenute insieme da elementi trasversali, i camminamenti, che diventano il filo conduttore dello spazio.
Gli spazi esterni non sono marginali. Aree per il gioco in sicurezza, orti didattici pensati per restituire ai bambini il rapporto con la terra e la natura. Un luogo che non si limita a istruire, ma che educa al senso del luogo, della comunità, delle stagioni.
Sostenibilità come scelta
Uno degli aspetti più significativi del progetto è l'approccio alla sostenibilità. Le coperture piane sono state dimensionate per l'integrazione di impianti solari termici e fotovoltaici. Le acque meteoriche saranno recuperate e riutilizzate per l'irrigazione del verde esterno (di origine mediterranea) e per le cassette dei wc. Le pavimentazioni esterne saranno di tipo drenante, utili a garantire la permeabilità del suolo e l'assorbimento delle acque nel terreno.
L'illuminazione e gli impianti elettrici sono progettati con l'obiettivo primario del risparmio energetico, senza sacrificare funzionalità o comfort. Il risultato è un edificio che non solo consuma meno, ma che da il buon esempio, con la propria essenza, di come si può abitare il mondo.
Perché Cetola S.p.A., negli anni, ha fatto proprio un modo di pensare l'architettura che parte sempre dalle persone. Crediamo che ogni opera abbia senso solo se migliora la vita di chi ci abita dentro e fuori da essa, oggi e in futuro.
Il Polo dell'Infanzia "Rodari" di Trinitapoli si ispira proprio a questo: ha messo la sicurezza dei bambini al centro di ogni decisione strutturale e ha guardato alla pedagogia come a una disciplina con cui fare i conti prima ancora di ogni interesse progettuale.
Con un costo complessivo delle lavorazioni di circa 2,72 milioni di euro, quest'opera rappresenta un investimento concreto nel futuro di una comunità, ridisegnando il modo in cui una scuola può stare nel territorio: aperta, sostenibile e accogliente.
Cetola S.p.A.
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